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Una Moleskine per catturare frammenti e pensieri dalla Rete e dalle nostre teste, nei pochi momenti di lucidità nel portare avanti Metafora AD Network.

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Nov
26th
Thu
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Si parla, fortunatamente, di customer centric. Il consumatore turista viene concepito come parte proattiva della filiera. Gli strumenti che hanno reso possibile questo capovolgimento sono stati, gli ormai tanto rinomati strumenti del Web 2.0 e di e-commerce, all’interno del quale viene custodita un’arma molto potente: le recensioni, le quali oltre che essere squisitamente informative, sono più che altro preventive. La percezione cerca di essere più precisa per cercare di assottigliare i gap che da essa provengono nel momento in cui il turista usufruisce del “prodotto turistico”. E per rimediare a ciò gli user altro non fanno che leggere le recensioni sui diversi canali messi a disposizione dal web. Il cliente ha il controllo ora, sta ridisegnando il processo decisionale per se e inconsapevolmente per gli altri, quegli altri che non sono solo i turisti, ma anche gli operatori i quali devono necessariamente ripensare il loro modo di raggiungere il cliente. Le domande sono: Scompariranno del tutto i canali di intermediazione? Si può fare a meno di usufruire di un canale di disintermediazione nel momento in cui ci si interessa ai nuovi mercati (mi riferisco ai paesi B.R.I.C.: Brasile, Russia, India, Cina)? A parer mio, non proprio, forse è meglio parlare di una nuova intermediazione caratterizzata dal prezzo che un operatore paga per essere trovato su internet, dalle campagne pay per click su Google, dalle consulenze web marketing e chi più ne ha più ne metta.
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Nov
23rd
Mon
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Malgrado ciò neppure dei suoi lati oscuri si può accusare la rete, perché come si è detto, è un oggetto e in quanto tale non è dotato di volontà e dunque di responsabilità.
Ciò che importa sono le intenzioni. E le responsabilità che da esse derivano. Sono certo che durante la loro vita Rigoberta Menchù, Shirin Ebadi, Nelson Mandela o Madre Teresa abbiano più volte dovuto scegliere il male minore e si siano presi la responsabilità di provocare il male ad alcuni per cercare il bene di molti. Abbiano vissuto dubbi, incertezze e malgrado tutto ne abbiano accettato il peso. Ecco quello che, secondo me, dovrebbe premiare un riconoscimento prestigioso agli occhi dell’umanità: il sacrificio personale, il senso di responsabilità delle proprie azioni, il coraggio di affermare idee difficili, rivoluzionarie e anche dolorose. È questo che rende le persone degne di essere onorate: la capacità di affrontare sfide enormi con un coraggio che sembra persino più grande dell’umanità stessa. Gente meravigliosamente folle da prendere sulle proprie spalle, per quanto deboli e strette un po’ di quella sofferenza del mondo. Vorrei che si premiasse l’umanità di queste persone e non una “cosa”, un mucchio di macchine utilizzate da una umanità varia. Vorrei che la smettessimo di nascondere le responsabilità personali dietro la folla e dietro le belle idee indefinite di fratellanza e condivisione. O dietro la tecnologia. Vorrei continuare a essere un entusiasta di internet senza pensare che sia la soluzione. In verità vorrei continuare a essere entusiasta della gente che sta dietro a quella cosa che chiamiamo internet e che con uno spirito sorprendente di condivisione, generosità e profonda compassione umana rende quella “cosa” una cosa meravigliosa. Ecco, qualcuno di loro vorrei premiare. Non internet.
Nov
19th
Thu
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Nov
18th
Wed
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C’è una generazione che usa naturalmente i social media Ci sono gruppi che discutono di prodotti liberamente promuovendo idee facendo sentire la propria voce Quest’anno la Ferrero è passata al primo posto come brand più conosciuto e apprezzato al mondo Troviamo conferma nei i social media, confermano la diffusione. Il gruppo più numeroso oggi presente su Facebook è il gruppo della Nutella. I giovani pensano e progettano sistemi basati sulla fiducia, l’endorsment, danno e chiedono feedback su quello che accade, quello che vedono, quello che pensano
Nov
17th
Tue
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When we look at the Web, we don’t look at it anymore as connected computers or as connected Web pages,” he explained. “We look at the Web now as humanity connected. Humanity connected by technology. We want it to empower people. We want it to do the very best for humanity
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In business, RFPs use an open protocol (essentially, formalized paperwork and bidding processes). Anybody can use it. We need the same for broadcast shopping. Any of us should be able to broadcast, in a secure and selective way that protects our privacies, specified goods we’re shopping for. I use the plural of privacy because what we reveal selectively will depend on who we already relate to. For example, say I have a trusted relationship with Nordstrom, Sears and a variety of smaller clothing retailers. I could broadcast only to those stores my need for a tan cotton dress shirt of a particular brand, with a 17″ neck and 31″ sleeves (my actual dimensions, there — I have a linebacker’s neck and arms like a penguin’s flippers). Or I could broadcast the same need to the general marketplace through a fourth party that intermediates on my behalf, not revealing any information about me beside my actual need.