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Invertising non solo prende coscienza del mea culpa tardivo dei professionisti della pubblicità (e di quello ancora atteso dalle relazioni pubbliche), il libro soprattutto invita a cambiare rotta e marcia, evitando i falsi moralismi ma la domanda è: come fare? Nel mio piccolo io indico il driver dell’onestà come collante di nuovi valori fondanti per una pubblicità etica, sostenibile e di servizio, che non può che essere specchio di aziende che credono in questi valori. Il problema a mio avviso infatti sta più nella struttura competitiva delle imprese che nell’invasività negli spazi e nei luoghi, ripensare l’offerta a servizio del cliente utilizzando la comunicazione per informare e offrire vantaggi reali anziché la pubblicità per martellare le teste è forse l’unico modo per uscire da uno stallo che rischia di rivelarsi fatale, per tutti.