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14th
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14th
E’ ovvio che gran parte della pubblicità è ignorata da molti, da altri vista distrattamente, da altri (pochi) vista con attenzione. E’ un mercato da 8 miliardi di euro, è un pezzo di PIL…non è uno scherzo. L’idea che i brand parlano direttamente con i consumatori ingaggiando simpatici giochetti interattivi è una favola che raccontano i responsabili marketing. Esperimenti sicuramente belli ed utili ma ancora inevitabilmente stra-minoritari, ci vanno gli spiccioli. Anche perchè io (come chiunque consumatore) non posso passare la mia giornata ad ingaggiare giochetti con N marche, al massimo lo potrà fare con 1 su 50. Come vedi anche qua ne ignoro 49. Il grosso della pubblicità rimarrà push ed è normale che una grossa parte sia ignorata. Essere ignorata non vuol dire che non abbia degli effetti sulla brand awarness (le indagini pre e post campagna portano SEMPRE ad un aumento della conoscenza del brand). Cmq, quello che segnalavo con il mio commento è che le marche fanno spessp adv tradizionale con scarsi risultati, ed invece che cambiare comunicazione, insistono e richiedono formati aggressivi ed “impattanti”, non preoccupandosi del fastidio che creano agli utenti, e del riflesso inevitabilmente negativo che creano nei consumatori.
Io quando ho fatto le indagini sugli utenti (in particolare su studenti.it) ho talvolta trovato gli utenti incazzati, e non erano incazzati con il sito, ma quasi sempre con le marche che gli “impedivano” la fruizione del sito.
Non è un proprio un problema da ridere….
Io quando ho fatto le indagini sugli utenti (in particolare su studenti.it) ho talvolta trovato gli utenti incazzati, e non erano incazzati con il sito, ma quasi sempre con le marche che gli “impedivano” la fruizione del sito.
Non è un proprio un problema da ridere….